Speaker's Corner
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Peter Gomez - Marco Travaglio - Inciuci e inciucisti - Perché l'Italia non è un paese normale

Vittorio Sgarbi - Contro le mostruosità. Come salverei l'Italia

Davide Van De Sfroos - Parole e canzoni ne "Il mio nome è Herbert Fanucci"

Melania G. Mazzucco - Ricchezza e povertà: il divario si accentua sempre di più.

Michele Santoro - Rompere il silenzio contro la mafia - La nuova sfida di Michele Santoro

Christopher Paolini - L'autore di Eragon ed Eldest risponde alle domande dei lettori

Massimo Cacciari - Annibale Salsa- Francesco Tomatis - Per raggiungere la vetta, è meglio studiare Socrate o scalare la Borsa?

Michel Houellebecq - Il futuro secondo Houellebecq: saremo tutti clonati, assessuati e talebani?

Oliviero Beha - Italiani: crescete e prostituitevi. Perché l'Italia va a rotoli

Corrado Guzzanti e Serena Dandini - Esami di maturità: la prova di Lorenzo

Beppe Severgnini - Viaggio nella testa degli italiani

Paolo Rossi - Libera-mente Paolo Rossi in videochat su Internet!

Sabina Guzzanti - Senza filtro

Gian Antonio Stella - Anni in rosa e anni neri. La verità umana oltre la cronaca

Dacia Maraini - La storia d'Italia come in una favola: si può raccontare in un romanzo la storia del ventesimo secolo?

Corinne Maier - Lavorare meno senza rinunciare alla carriera? Come sopravvivere in azienda lavorando il meno possibile

Nick Mason - La vera storia dei Pink Floyd

Platinette - Gli uomini si preferiscono bionde?
Che cosa ha portato un bambino gracile e solitario a trasformarsi da Mauro in Platinette?


Vittorino Andreoli - La famiglia: inferno o paradiso?

Valeria Palumbo - Alessandro Cecchi Paone - Alessandro Magno. Gay, amico delle donne, globalizzatore: dov'è lo scandalo?

Gerardo D'Ambrosio - Da Mani pulite al conflitto d'interessi del premier

Mario Tozzi - Catastrofi, le colpe dell'uomo e i rischi per il nostro Paese

Vittorino Andreoli - Siamo sicuri di essere normali?

Lilli Gruber - Esiste un altro Islam?

Antonella Boralevi - Nick the Nightfly
Perché in amore le donne sono coraggiose e gli uomini vigliacchi?


Walter Veltroni
Padri e figli


Walter Fontana - Maurizio Crozza
Colletti pazzi


Peter Gomez - Marco Travaglio
Regime! A Veline spiegate. Lo sventato ventennio


Gianrico Carofiglio
Anche tu hai un lato oscuro?


Stefano Moriggi, Giulio Giorello, Vittorio Sgarbi
Stregoneria e modernità


Elio
Il cantastorie teso


Andrea De Carlo
C'è bisogno di un giro di vento?


Gabriele Mandel, Moni Ovadia, Giulio Giorello
La mistica islamica


Gigi Padovani - Dj Francesco
NUTELLA on-line party


Gian Antonio Stella
Quando sulle carrette del mare eravamo noi


Paola Calvetti - Morgan
Né con te Né senza di te


Franco Cordelli - Marco Travaglio
Il duca di Mantova


Cristina Mondadori - Laura Lepri
Le mie famiglie


Candido Cannavò - Luigi Pagano
CARCERE: luogo di perdizione o di redenzione?


Vittorino Andreoli
Lettera a un adolescente


Michele Giuttari - Carlo Lucarelli
Scarabeo


Daniela Padoan
L'altra memoria. Storie di donne della Shoah


Beppe Severgnini
Manuale dell'imperfetto sportivo


Santangelo - De Silva - Arpaia
Cos'è cambiato nell'immaginario della letteratura italiana dal Novecento ad oggi?


Longo - Giartosio - Moresco - Genna
Cos'è cambiato nei temi trattati dalla narrativa italiana del Novecento?


Lilli Gruber
Iraq, un Paese liberato o un Paese occupato?


Paolo Mieli
Perché in Italia si discute tanto di storia?


Davide Van De Sfroos
Le parole sognate dai pesci


Melania Mazzucco
Vita


Alessandro Baricco
Senza sangue - un anno dopo


Tobias Jones
Il cuore oscuro dell'Italia


Cacciari - Donà - Giorello - Palumbo
Alza il gomito, filosofo, se vuoi capire la vita


Paron - Principe - d'Aquino
TOLKIEN - Trent'anni dopo


Teo Teocoli -
IL MIO CALCIO ROSSONERO


Beppe Severgnini -
L'INGLESE È UNA LINGUA CHE NON SI AMA. SI USA!


Renato Mannheimer -
GLI ITALIANI E LA POLITICA


Gian Antonio Stella -
GUERRA, RIFUGIATI E XENOFOBIA


Gianni Riotta -
IN FUGA DALLA GUERRA


Guido Mina di Sospiro -
L'ALBERO


Younis Tawfik -
L'IRAQ DI SADDAM


Giovanni Sartori -
LA TERRA SCOPPIA


Vittorio Sgarbi -
IL BENE E IL BELLO


Enrico Ghezzi - Stati di cinema (festival ossessione)

Valerio Staffelli - Le avventure di Valerio Staffelli e del Tapiro d'oro

Natalino Balasso - Balasciò

Laura Laurenzi - Infedeli

Beppe Severgnini - Manuale dell'uomo domestico

Gian Antonio Stella - L'Orda Quando gli albanesi eravamo noi:
  • 11 novembre
  • 16 ottobre

    Alessandro Baricco - Senza sangue

    Khaled Fouad Allam - Islam nemico o amico? L'occidente, la malattia dell'islam

    Elena Loewenthal - Tutte le facce e tutti i colori. L'ebraismo come identità plurale

    Vittorino Andreoli - Da vicino nessuno è normale. La violenza e la follia nascoste nella vita di ogni giorno

    Luciano Canfora - La storia come mescolanza. Perchè la storia degli antichi giova all'intelligenza dei moderni

    Sergio Romano - Il nostro passato e le drammatiche vicende di questi giorni

    Sara Beltrame - Il tatuaggio

    Francesco De Filippo - Napoli





















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    Paolo Mieli - 12 novembre 2003
    Perché in Italia si discute tanto di storia?


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    Medioevo da riscoprire Italia o italiani? Medioevo da riscoprire Italia o italiani?


    Leggi i messaggi della chat:


    Imperdibile occasione
    L' iniziativa editoriale è una imperdibile occasione per capire l'italia odierna conoscendone la storia scritta da un grande giornalista.


    Secoli bui?
    gentile dottor Mieli, Montanelli intitolò il suo primo volume l'Italia dei secoli bui. In questi anni, merito soprattutto della storiografia francese e di Le Goff, il Medioevo è stato rivalutato. Questo vuol dire che anche per l'Italia non si può più parlare di secoli bui? Grazie

    Marina, da Roma


    La paura dei barbari
    A proposito di Attila e vandali, le chiedo: se è vero che il razzismo non è mai gustificato, le viene mai il dubbio che il rifiuto e la diffidenza verso gli extracomunitari non nascondano paure ataviche? Non è che nei nostri geni sia rimasto il terrore, che per altro la scuola ha alimentato, delle invasioni barbariche? grazie

    Vittoria, Monteporzio Catone


    Unità o civiltà?
    E' stato detto, anche sul Corriere, che è stata l'Unità d'Italia, nel 1861, a reinserirci nella storia d'Europa e quindi in qualche modo nella civiltà. Lei non crede però che anche in un secolo all'apparenza buio come il '600, l'Italia abbia dato, per esempio con il Barocco in arte e in musica, con Vivaldi, il Guercino e ovviamente Galileo Galilei un contributo fondamentale alla civiltà occidentale? la ringrazio

    Roberto da Milano


    Identità
    Leggiamo tanto di storia perchè abbiamo bisogno di trovare una identità di cui andare fieri agli occhi del mondo o, se non altro, a quelli dell'Europa. Non certo per creare competizione in termini di "dominio del carattere" o "superiorità intellettuale". Mi riferisco a quella sensazione che si percepisce quando camminiamo in suolo estero. Credo veramente che identificarsi con la propria storia significhi trasmettere valore. Se non si conosce la storia del proprio paese non vi è alcun valore da trasmettere. Un abbraccio.

    Frankie Burrini, Siena. web_jedi2000@yahoo.com


    Un ricordo ai carabinieri
    Come pensa che la storia ricorderà questa giornata? Possimo dire che oggi è il nostro 11 settembre?

    giuseppe 81


    Questione palestinese
    Caro Direttore, in questi giorni l'esito di un recente sondaggio su quale fosse il paese piu' pericoloso per la pace nel mondo ha gettato scompiglio nella UE: la domanda era certamente mal posta (lo dico da ricercatore) ma il risultato e' cmq significativo: nell'immaginario collettivo, Israele ha delle colpe notevoli nella situazione in MO. La mia modestissima opinione e' che il governo Sharon, dietro la facciata di un improbabile quanto necessaria guerra al terrorismo, stia dando vita a un vero e proprio genocidio (l'uso del termine, alla luce di Sabra e Shatila non deve apparire improprio), il tutto sotto l'imbarazzata tutela di Bush e con l'appoggio di numerosi altri paesi tra i quali l'Italia berlusconiana. Considerando anche le sue origini, mi piacerebbe conoscere la sua opinione in merito. Cordiali Saluti, Marco

    Marco, Milano debia@virgilio.it


    Alcuni libri di stile montanelliano
    Desidero segnalare due libri di storia di stile montanelliano : 1) Leo Longanesi, IN PIEDI E SEDUTI (1919-1943) Ed. Longanesi 1948 - - - 2)Alfredo Panzini, LA VERA ISTORIA DEI TRE COLORI Ed. 1924 : ne posseggo un esemplare stampato a Buenos Aires da Ed. Corinto nel 1944. Puó trattarsi di un antecedente premontanelliano ?

    Carlo Mascarino La Plata Rep. Arg. mov_emigrati_argent@yahoo.com.ar


    Tutta colpa dei Longobardi?
    Oggi il Corriere scrive che la questione Nord Sud nacque con i Longobardi, ma sbaglio o il loro ducato meridionale fu il più longevo? Lei pensa davvero che la loro mancata conquista di tutto il Sud è alla radice della Questione meridionale? grazie

    stefano da Roma


    Cadorna
    Gent.mo Dott. Mieli, ho recentemente visto su Rai3 una puntata de La Grande Storia sul I conflitto mondiale. Programma molto ben fatto, mi ha colpito particolarmente il giudizio in esso contenuto sul Gen. Cadorna. Ne esce l'immagine di uno stratega sostanzialmente inetto e che sfogava i suoi fallimenti sulla truppa. Lei che ne pensa? Grazie.

    Paolo da Varese


    Roma indebolisce?
    gentile dottor Mieli, oggi sul Corriere Arnaldi scrive che, secondo una recente teoria, i Longobardi non seppero difendere le loro conquiste perché i Romani, vinti, li avevano avviluppati nella loro superiore civiltà e indeboliti. Accadrà lo stesso con la Lega? Grazie

    Alice da Roma


    Perchè ?
    Perchè di questa guerra che non volevamo e che ora siamo costretti a combattere? Chi ha voluto tutto questo e PERCHE'? Grazie

    Carlo da Bologna


    Libri di storia
    Ci consiglia dei libri storici adatti ad un contesto odierno, cioè che facciano luce sulla difficile situazione internazionale ?

    giuseppe 81


    Crocefisso e velo
    In un editoriale Angelo Panebianco ha scritto cha coloro di cui dobbiamo maggiormente diffidare non sono quei musulmani che, come Adel Smith chiedono di togliere il crocefisso dalle scuole, ma quelli che non vogliono che venga tolto, poichè questi ultimi , a suo dire, rifiutano il concetto di una scuola pubblica laica e vorrebbero utilizzare la scuola pubblica come mezzo di proselitismo religioso ad esempio portando il velo a scuola. Ma io le chiedo: è possibile mettere sullo stesso piano il crocefisso e il velo? E' giusto vietare di portare il velo a scuola?

    Martino Lupini da Urbino (PS) relupintin.it


    Gli uomini invisibili
    Forse non ce ne siamo resi conto ma la missione Antica Babilonia anzichè essere missione di pace è stata sin dal principio una missione di guerra. I nostri militari si trovano quotidianamente esposti agli attacchi del terrorismo internazionale, se così possiamo definirlo, e tutto per liberare l'Iraq dalla dittatura e dal terrorismo. Giustissimo, gli americani ci spieghino come, dato che finora hanno soltanto dato risposte vaghe e creato enorme confusione nell'opinione pubblica...o forse non lo hanno mai pensato, essendo più interessati ad altre risorse... Caro dott. Mieli gradirei sapere che ne pensa a tal proposito.

    Christian da Acireale convivio@email.it


    Storia in tv
    In qualità di storico, qualora avesse accettato la presidenza della Rai, avrebbe cercato di potenziare e migliorare l'offerta di storia e critica storica del servizio pubblico. Credo che sia una lacuna grave del servizio pubblico poichè non penso che il nostro sia un popolo dalla memoria corta, ma forse ha difficoltà a trarne le giuste conseguenze.

    alberto da sassuolo -mo- alberto@e-zone.it


    Base comune europea
    Gentile direttore, Il risorgimento così come ne parla Monatanelli, è opera del genio di un uomo, Cavour. In questa opera le masse sono assenti e molti avvenimenti avvengono per inerzia. E' possibile ragionevolmente vedere in questo modo questa parte della storia italiana?

    Massimiliano - Roma mtiberi@nortelnetworks.com


    Iraq
    Perchè nella nostra storia è entrata questa stupida guerra. perche oggi sono morti i nostri ragazzi mi piacerebbe sentire la sua risposta?

    Chiara da Roma


    Antisemitismo
    Egregio Signor Mieli, si é parlato in questi ultimi 10 giorni del problema Israele relativamente al sondaggio fatto dall'unione europea. Tutto questo ha scaturito ancora una volta il problema antisemitismo, ma soprattutto a che punto é l'ignoranza della popolazione europea sulle reali conoscenze della fede ebraica. Cosa ne pensa lei di quanto accaduto ? ci stiamo riaffacciando ad un problema di antisemitismo dove ogni essere umano di fede ebraica deve rivalutare la propria vita ? con stima.

    Gabriele Milano thedoc01@yahoo.it


    Storia e storiografia
    Gentile direttore, si puo' definire la storia come 'interpretazione' dei fatti accaduti? Esiste sempre una storiografia ufficiale, che si impara sui libri, ma quello che conta e' la lezione che si puo' imparare dagli eventi storici che aiutano a interpretare la vita quotidiana. Grazie

    Lucilla, da Bari


    Libri di storia europei
    Caro dott. Mieli, è recente la notizia che in Francia e in Germania un team di storici sta lavorando alla redazione di un testo comune di storia da far adottare nelle scuole dei due paesi. L'iniziativa ha chiaramente l'obiettivo di dare alle giovani generazioni una visione comune della storia per promuovere una maggiore integrazione sul piano culturale, indispensabile per fondare una coscienza storica condivisa e porre le basi di un popolo europeo del domani. A suo giudizio una tale iniziativa rischia di trasformarsi in un'ennesima vulgata, considerando le tradizioni storiche diverse dei singoli paesi - ed in particolare della Francia? In caso contrario, ritiene che sarebbe possibile sviluppare iniziative del genere anche con la partecipazione di storici italiani? Oppure crede che la società italiana non sia ancora pronta a testi comuni, a causa delle profonde divisioni che ancora permangono nel paese riguardo alla storia nazionale successiva all'8 settembre 1943?

    Roberto Francia, Rieti robfrancia@yahoo.it


    Israele
    Criticare Israele e giusto e normale e anche IO che sono Israeliano ho delle critiche verso il mio governo. Il problema non è la critica ma il perchè della critica. Personalmente mi sembra strano che quelli che criticano Israele riescono a trovare sempre le colpe d'Israele e non degli altri paesi. Israele è sempre colpevole e non esiste una cosa giusta che Israele fa. La paragonano ai nazisti e fanno delle affermazioni assurde sul genocidio, ecc.

    CTO


    E' mai esistita un'Italia liberale?
    Caro Mieli, sono uno studente dell'ultimo anno di liceo e mi sto addentrando nella storia del '900. In particolare, mi sono accorto che il nostro paese dall' unità in poi non ha mai avuto una vera e propria tradizione liberale in senso compiuto. Solo Giolitti, forse, ha cercato di mettere il paese in carreggiata, ma la cosa, come sappiamo è durata poco...


    Oggi
    Un commento su quello che è successo oggi in Iraq. Grazie.

    Toni da Salerno ereclite@hotmail.com


    Non sappiamo storicizzare
    Perchè a 60 anni di distanza gli italiani non sanno e non vogliono trattare in modo maturo quanto è successo durante l'ultima guerra mondiale? Tra Menaggio e Dongo non vi è un cartello che indichi i luoghi di una vicenda storica importantè come la fine di Mussolini. Vi è persino la ringhiera ove si riconoscono i segni dei colpi di mitra che hanno ucciso i gerarchi, ma in pochi lo sanno. Ho visto dei turisti inglesi allibiti per questo. Non si tratta di creare delle mete di pellegrinaggio, si tratta di promuovere una discussione storica e magari dei convegni sul tema, e altresì di togliere da quella parte del Lago di Como quell'aura grigia che gli è stata attribuita. Lei che ha un'autorevolezza da tutti riconosciuta, non se la sente di dire che tutto ciò non è adatto ad un paese democratico e moderno? Cordiali saluti M. Boerci


    Nuove generazioni
    Lei, dal suo punto di vista privilegiato, non vede intorno a sé, nelle nuove generazioni (soprattutto tra i trentenni che lavorano all'università, nei giornali, in televisione o in politica) una inaspettata libertà di pensiero e lucidità di sguardo sulla storia passata e recente, italiana e internazionale? Insomma, non ha, come me, la sensazione che la futura classe intellettuale e dirigente sia finalmente libera da pregiudizi ideologici sulla realtà? Che oggi siano finalmente maturi i frutti del lavoro di intellettuali come Montanelli?

    Sonia da Roma feroze@libero.it


    Montanelli
    Come giudica le prese di posizione di Montanelli in riferimento al periodo del fascismo? Non crede che ci sia stata una mancanza di autocritica da parte di Montanelli che ha offuscato la sua immagine ? Mi auguro che lei, che è uno dei (ahimè) pochi uomini di cultura in italia, dia una risposta non evasiva e buonista...!

    K da Milano


    Uno storico di nome Indro
    Gentile Signor Mieli, cosa ne pensa del convegno dal titolo Uno storico di nome Indro tenutosi alla Statale di Milano la scorsa primavera? Non le sembra il solito tentativo all'italiana,da parte del mondo accademico,di rendere omaggio a Montanelli solo dopo la sua morte? Grazie.


    E il futuro?
    Buongiorno, Si è parlato finora del passato, e a ragione. Ma quanto lo studio della storia ci può aiutare per intuire cosa ci aspetta? Verso cosa va incontro, secondo lei, l'Italia del secolo 21esimo? Grazie e complimenti

    Alessandro da Heidelberg


    Era prevedibile
    Premesso l'immenso dispiacere della perdite di vite umane, militari o civili, di qualsiasi religione o colore di pelle, ma c'è da stupirsi che in guerra si muoia? E aggiungo: la guerra è una sequenza di battaglie, ed i bilanci si fanno solo alla fine; ma non sarebbe (stato) meglio per le forze della coalizione ritirarsi in una zona, bonificarla militarmente e politicamente per poi mostrare la differenza concreta tra l'essere con l'occidente e, nell'altra zona, essere con Saddam & accoliti (leggi Bin Laden)?


    Risorgimento
    In Italia si discute tanto di storia perché ogni regione ha una sua storia che non coincide mai con quella della regione confinante. I secoli che ci dividono dalla caduta dell'Impero romano non possono essere annullati con l'incontro di Teano.

    Pietro Sciacovelli _Vr.


    Giuseppe Bottai
    Caro Mieli, mi piacerebbe avere un suo giudizio su Giuseppe Bottai. Dedicare,per dirne una, una via a questo personaggio le sembra cosi scandaloso? Il fatto che il figlio, Bruno Bottai,sia ambasciatore della nostra repubblica lo si puo' considerare un riconoscimento? Io sono un ragazzo di 17 anni: ho letto il Diario di Giuseppe Bottai e mi ha veramente appassionato. Credo sia uno strumento importantissimo per capire veramente il periodo fascista. Ma in Italia,si sa,parlare in questo modo e' assai pericoloso: si e' considerati dei fascisti tout court. Grazie! Fabio


    Storia
    Penso che in Italia si discuta tanto di storia perché siamo il paese in cui per anni abbiamo avuto il più grande partito comunista dell'occidente. Inoltre siamo stati per oltre un ventennio un paese fascista. Gli eredi di queste due tradizioni politiche si fronteggiano, oggi, per il governo del Paese e questo è senz'altro uno dei motivi per cui più che discutere di Storia con la S maiuscola, si litiga sulla storia. In Germania, per esempio, il grande senso di colpa per la Shoah e per la crudeltà del regime nazionalsocialista, e una forte tradizione socialdemocratica non consentono, nemmeno mezzo secolo dopo, riletture revisioniste. Sono favorevole a che gli storici leggano - e in alcuni casi rileggano la storia - con maggiore serenità molti anni dopo ma solo a patto che questa rilettura sia mossa davvero da uno spirito superpartes, non da nuovi interessi di parte.

    Alessandro De Pretis - Milano aledepretis@hotmail.com


    Politica irachena
    All'inizio di gennaio di quest'anno Marco Pannella con i Radicali italiani lanciava il progetto politico IRAQ LIBERO la proposta di esilio per Saddam, ovvero la creazione delle condizioni perchè questo fosse possibile, e la conseguente creazione di una amministrazione controllata ONU alla presidenza della quale avrebbe dovuto siedere una personalità di grande prestigio internazionale, Amartya Sen, per esempio, che avrebbe gestito il passaggio ad un regime di democrazia, questo progetto è stato sottoscritto dalla maggioranza dei parlamentari italiani. Qualche giorno fa Wesley Clark ha proposto il passaggio della guida dell'amminuistrazione provvisoria ad una personalità non americana per rivolgere un messaggio alla popolazione irachena, la quale ha ancora un atteggiamento che si potrebbe dire di non ostilità e non ancora di aperto appoggio perchè questo che si trovano davanti è senz'altro un liberatore, ma non un liberatore disinteressato; se la questione dell'interesse non può evidentemente essere risolta le cose cambierebbero di sicuro se fossero rivolte alla popolazione informazioni, penso ad una quotidiana stampa distribuita su vasta scala di volantini, per porre in rilievo i progetti attuati e da attuare per ripristinare le minime condizioni di vita: acqua, cibo elettricità, sicurezza; ed inoltre per un passaggio ad una amministrazione per ora solo di ordine locale irachena. Un governo iracheno nazionale è per ora un'illusione, bisogna prima creare le condizioni perchè oppositori politici non si sparino a vicenda, ed inoltre ricordiamo il 1993 in Algeria. L'amministrazione Bush sembra da questo lato completamente sorda eppur dopo tutte le perdite sul campo, ora anche le nostre, dovrebbe capire che la chiave di volta della faccenda è rivolgere la maggioranza dell'opinione pubblica irachena a favore del proprio operato. Se esiste ancora una politica estera italiana dopo la vergogna delle dichiazioni cecene, e quella ancor maggiore, perchè maggiore il silenzio nel quale è stata relegata, della mancata presentazione della moratoria internazionale per la pena di morte, questo dovrebbere essere il suo obbietivo.

    Daniele da Venezia


    Omaggio a Indro
    Caro Direttore, sono una laureanda in scienze politiche presso l'Università di Perugia con una tesi dal titolo Storia e politica nelle corrispondenze di Indro Montanelli dalla Finlandia (1939-40), e vorrei sottolineare il fatto che lo stile di Montanelli come storico è quello del giornalista che tenne incollata l'Italia al Corriere della Sera dall'ottobre del 1939 al marzo del 1940 con i suoi reportages dalla guerra d'inverno. Proprio oggi, in questa giornata drammatica per noi italiani in Iraq, Montanelli avrebbe detto che il padrone del giornalista è il lettore e che quindi quello che si può fare è informare l'opinione pubblica su ciò che realmente accade, come fece Montanelli durante la guerra attirandosi le ire del Minculpop, delle alte gerarchie fasciste e non solo.

    Fadia da Perugia fadiakh@tiscali.it


    Democrazia americana
    Egr. Direttore, stante il sempre più diffuso e deprecabile antiamericanismo, vorrei conoscere il Suo pensiero su pregi e difetti della democrazia americana. La ringrazio e Le rappresento tutta la mia stima essendo Sua lettrice.

    Teresa da Potenza


    Questione di stile
    Gentile Direttore, Beckett diceva qualcosa del tipo: non importa cosa si fa, ma come lo si fa. Ipotizzando una condivisione ideologica di tale presupposto, crede che il metodo interpretativo classico della storia, incentrato sugli eventi in se', sarebbe da revisionare a favore di un'analisi maggiormente focalizzata su dinamiche esplicative leggermente piu' antropologiche, al fine di consentire una maggiore comprensione di riflesso della realta' contemporanea? Al di la' dell'eventuale risposta, Le sono devotamente grato.

    alberto da Londra alberto@epcplc.com


    Visione condivisa
    Io credo che uno dei motivi principali per cui si parla sempre di storia in Italia, è la mancanza di una visione abbastanza condivisa della storia, e questo perchè dall'unità fino alla seconda metà degli anni 90 le correnti storiografiche sono sempre state eccessivamente (un minimo è fisiologico) condizionate dalla polemica politica, che da noi pervade ogni aspetto della vita quotidiana.

    Leonardo Scicli(RG) battaglia.l@tiscali.it


    Comparazione dei totalitarismi
    Caro Mieli, quando ero un giovane studente universitario, piu' volte colleghi e professori, mi hanno rimproverato la mia intenzione di comparare i totalitarismi.Tra mille difficolta' sto continuando il mio lavoro da autodidatta.Lei che cosa ne pensa? Inoltre potrebbe consigliarmi qualche libro?

    Luca da Roma simian.d@hotmc.net


    Che dire...
    E' immenso il dolore nel constatare che le stragi annunciate non fanno meno male. Polemiche a non finire, se vogliamo essere onesti, neanche troppo originali, ma grande invece la voglia di lavorare per la pace, proprio adesso.

    Susanna Carrai-Firenze


    Per le scuole...
    Non pensa, dott. Mieli, che possa essere adottata come lettura, cioè da leggere in classe dagli insegnanti, la Storia d'Italia di Montanelli, nelle scuole elementari e medie?

    Giovanni Papandrea giovannipapandrea@iol.it


    Craxi
    Caro Direttore,prima di tutto la ringrazio, perchè con le sue risposte quotidiane fa sì che i fatti e gli avvenimenti della nostra storia, più o meno recente, siano compresi e approfonditi. La questione che le sottopongo riguarda i recenti anni '90 ed in particolare la figura dell'on. Craxi. Alla luce dell'ultima sentenza, che ha prosciolto con formula piena il Sen. Andreotti da presunte collusioni con alcuni mafiosi, pensa che la figura di Bettino Craxi avrebbe ricevuto giovamento se il suddetto si fosse fatto processare o ritiene che il clima era troppo caldo anche per un equo processo?? Non crede che siano maturi i tempi per affrontare questa questione?

    Francesco da Ponte a Egola stefra78@interfree.it


    Immigrazione
    Da sempre , la storia insegna , le popolazioni si sono spostate e mosse per le varie zone del mondo in funzione dei loro bisogni primari insoddisfatti. Come può , il ns. illustrissimo campanilista ministro delle riforme U. Bossi pensare di regolare e bloccare ciò che mai per fortuna nessuno è riuscito neanche a rallentare?

    Massimo da Pesaro


    Storia delle religioni
    Sempre a proposito di storia, non crede dott. Mieli che sarebbe più giusto insegnare nelle scuole la storia delle religioni più che il catechismo? Esistono dei buoni testi uno dei quali quelli dei fratelli Carlyre

    onofrio pace (catania) studiolegalepace@tiscalinet.it


    Complimenti
    Ho seguito la trasmissione "Ballarò" ieri sera; i suoi interventi sono stati semplicemente strepitosi.Non posso non approfittare di questa occasione per farle complimenti vivissimi.

    Angelo


    Italia e storia recente
    Egregio Direttore, avendo frequentato la scuola in Lussemburgo, in lingua e su testi italiani e in seguito l'università a Roma mi è sembrato che le polemiche sulla storia riguardino, com'è naturale, soprattutto la storia recente, ma solo quella del nostro Paese. Non ho conosciuto miei pari età (24) che abbiano studiato gli eventi degli ultimi 200 anni se non legati alla vita italiana, escludendo così molto delle guerre mondiali, le vicende dalla dichiarazione di Balfour (chi è?) alle guerre d'Israele, la convenzione di Chicago, il trattato di Roma, la crisi del petrolio (anche da voi c'è stata?) per citarne alcuni...

    Filippo da Valencia