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L'albero
Un albero si puo' paragonare a un uomo? Ha un cervello? Una coscienza?
Carlo c.annoni@libero.it
Un albero è molto diverso da noi esseri
umani. Non ha organi centrali, qundi neanche il cervello. Ha senz'altro
una coscienza, il che rappresenta un problema per buona parte degli
scienziati--come può un organismo privo di cervello essere consapevole?
E
allora perché?
Allora, se questo è vero, perchè ha deciso di antropomorfizzare un albero,
nel suo libro? Il protagonista sembra averla, una coscienza..
Carlo
Karl@tin.it
I pareri circa l'antropomorfizzazione del
mio libro sono discordi. Ad esempio, il direttore della sezione botanica
del Museo di Storia Naturale di Londra, un materialista vecchia scuola,
mi ha confidato che ha trovato il libro molto "dendrocentrico". Vi
sono alcune similarità con noi, ma mi sembra che nel romanzo io illustri
soprattutto le differenze.
grazie
all'autore
Ho trovato L'albero semplicemente splendido. Finalmente un autore che
scrive cose interessanti senza fare ricorso a volgarità . un libro per
tutte le età, per i ragazzi e per gli adulti. da quando ho letto il
libro ho iniziato a guardare al mondo dell'inanimalia con più rispetto.Mi
auguro che Guido Mina di Sospiro presto pubblichi altri libri. comunque
grazie ancora all'autore per avermi regalato delle ore serene
gianfranca gipani1@tin.it
grazie a te per le care parole.
la
natura offesa
Ma la guerra non offende la natura?
Giorgio Valletta
esola@tiscalinet.it
Dunque, questa è una domanda delicatissima,
viste fra l'altro le attuali contingenze. Credo che si debba risalire
a Virgilio, e alle sue Bucoliche, da cui l'aggettivo bucolico, per
l'appunto. Abbiamo questa visione della natura idillica che è falsata.
In realtà, ad esempio all'interno della foresta, si manifestano quotidianamente
esempi di simbiosi come di conflitto, fisico e/o chimico.
Natura
e sopravvivenza...
Oggi sono pessimista, lo ammetto, anche se normalmente non lo sono.
Per me è una giornata molto triste per parlare di come possiamo imparare
la felicità dalla natura. E' scoppiata una guerra che nessuno vuole
(tranne pochi "potenti" sulla terra) e l'unica cosa che mi rallegra
è pensare che la natura possa rigenerarsi e porre rimedio alla stupidità
umana... o almeno mi piace pensre che sia così. Forse le guerre estingueranno
qualunque forma di vita sulla terra, ma almeno la natura continuerà
a sopravvivere e ad adeguarsi ai cambiamenti. Lei cosa ne pensa?
Mariangela (da Torino)
I poteri rigenerativi della natura sono
miracolosi. Ho esplorato una "second growth" forest nel Vermont, cioé
una foresta di seconda crescita di soli 40 anni: ebbene, era impenetrabile,
più di una giungla tropicale.
Quale sarà il tema che svilupperà nel prossimo libro?
Gianfranca gipani1@tin.it
Intendo continuare a dar voce a esseri
ritenuti, a torto, inanimati. Il prossimo volume saranno le memorie
di un fiume.
Sempre sulla guerra
Cosa penserebbe il
protagonista del suo libro proprio oggi? Luca
nowar@libero.it
La regina tasso
non è esattamente una santa, nel mio libro. Inzialmente, sì, ma poi
varie contingenze, quali l'invasione delle querce, la costringono
a passare al contrattacco. E addirittura fa piazza pulita dei suoi
nemici. In Irlanda, ove ho ambientato il romanzo, si può constatare
quanto descrivo: il tasseto da una parte, il querceto sopravvissuto
dall'altra parte del lago. Ma, alla fine, la regina non solo si pente
di quanto ha fatto, ma scaglia un'invettiva contro le cosidette leggi
naturali, che ci hanno consegnato un mondo piuttosto duro.
Ispirazione
Da dove ha tratto l'ispirazione per scrivere L'Albero?
Federica
fedvis21@yahoo.com Ho
vagato per Inghilterra, Scozia Galles ed infine Irlanda per anni.
Finalmente, ho trovato il tasso dell'abazia francescana di Muckross,
a Killarney, nella contea di Kerry. L'ALBERO è perciò la storia di
un albero che esiste nella realtà fisica e storica. È ancora vivo,
ormai monumento nazionale.
libro neo pagano?
Un articolo su Avvenire ha ritenuto il suo libro permeato
di neo-paganesimo. personalmente io lo trovo profondamente cristiano.
Mi e piaciuto soprattutto il tema per cosi dire della "ressurrezione".
Cosa risponde a chi non ha compreso il contenuto del suo libro? gianfranca
gipani1@tin.it
Che sono io stesso
in conflitto. Il Cristianesimo vedeva nella natura il regno del male;
la Bibbia, nella Genesi, ci ingiunge di sottomettere la terra. Però,
d'altro canto, in San Francesco d'Assisi si individua il primo ecologo
della storia.
Religioso?
E' in conflitto in quanto cattolico? Giorgio
Come lo è l'Irlanda.
IL Cristianesimo ha soppiantato la religione celtica, che era panteista
e basata sulla natura. Il papa Gregorio Magno aveva esortato i missionari
a incorporare le credenze locali con la nuova fede. Così San Patrizio
incorporò i tassi, creando l'usanza di piantarli di fianco alla chiese,
nei cimiteri, come simboli d'immortalità. Ma prima, la chiesa era
il tasso stesso, non un edificio fatto da esseri umani, bensì una
meraviglia del Creato.
Fonti
Quali sono state
le sue fonti letterarie, che l'hanno ispirata a scrivere il suo romanzo?
Jo
jo@preciso.net
Non solo. Esaurita
la ricerca libresca, ho intrapreso lunghi viaggi di ricerca, veri
e propri field trips, sia per trovare il tasso adatto, sia per conoscere
grandi scienziati assieme ai quali andavamo in loco a studiare alberi
e foreste--quasi sempre sotto la pioggia!
desidererei conoscere la sua opinione circa il ruolo
dell'intellettuale nel 2003. Quale messaggio deve portare ai propri
lettori? Gianfranca
gipani1@tin.it
Temo l'inteletto.
Secondo Idries Shah, grande letterato Sufi, il nostro aguzzino e peggior
nemico. Mi piace di più la parola mente, ma il termine mentalista
non esiste. Insomma, la pura ragione intelettuale va guidata dal cuore.
Fonti
Forse non
mi sono spiegata..intendevo, con fonti letterarie, i suoi modelli...C'è
un autore, un periodo, un'opera a cui avrebbe voluto rifarsi? Grazie
ancora Jo
Il
De Rerum Natura di Lucrezio, e altri testi che cito nel Compendio.
C'è anche da dire che è stato osservato dai critici che io ho, de
facto, inaugurato un nuovo genere letterario, cioé memorie di inanimalia
notevoli. Nessuno aveva mai scritto le memorie di un albero, né tantomeno
di un fiume. Perciò, non poteva esservi un modello diretto. Non mi
sono svegliato una bella mattina dicendo: Oggi invento un nuovo genere
letterario. Mi sono accorto a mie spese di avere fatto qualcosa al
di fuori degli schemi quando, inzialmente, gli editori americani e
inglesi non coglievano il significato di quanto avevo scritto. Sono
stati i critici e i lettori a smentire questa iniziale perplessità.
i soliti noiosamente
noti
Può essere....però
cerchi di comprendermi, siamo stanchi di vedere i"soliti noiosamente
noti" che con saccenza dissertano su tutto. Gianfranca
gipani1òtin.it
Chissà che prima
o poi non si veda anche me. Certo che non vorrei fare la fine del
"tuttologo". Mi piace parlare di quanto conosco. Mi piace anche molto
ascoltare.
Tolkien
I suoi libri
fanno riferimento alla letteratura fantastica, stile genere Tolkien? Gianni
glover@hotmail.com
Bellissima domanda. Un lettore potrebbe leggere L'ALBERO e pensare
che sia una fantasia. E invece tutto ciò che riguarda la natura (botanica,
scienza forestale, ornitologia, entomologia, ecc.) è accurato. Così
come lo sono i principali avvenimenti storici descritti, nonché genuine
le leggende del posto (passai mesi a registrarle intervistando ottuagenari
irlandesi che si scolavano pinta dopo pinta di Guinness). È in questo,
credo, che sta la forza del libro: sembrare favola, eppure parlare
della nostra Terra, non della terra di mezzo.
perché?
A cosa serve scrivere fiction in un mondo in guerra?
thomas
L'ALBERO è una
metafora. L'intero settimo capitolo s'intitola Guerra ed è dedicato
ad essa. Avviene anche nel mondo della natura, eccome.
Panteista?
Si potrebbe definire panteista? O, se posso chiederlo,
qual è la sua religione? A che culto si ispira? Cecilia
cecil@iol.it
Sì, sono decisamente panteista. Vedo Dio in tutto, precisamente. Ho
lavorato troppo con piante e fiumi per non coglierne le bellezze che
a prima vista sfuggono all'occhio non addestrato. Qui davanti alla
mia finestra, in Florida, cresce una palma, una Bismarkia nobilis
nativa del Madagascxar, che io stesso piatai piccina piccina qualche
anno fa. Porprio ieri, ha iniziato la sua prima fioritura. L'ho trovato
commovente. Il pantesismo non è necessariamente anti-cristiano. Lo
erano, ad esempio, i romantici tedeschi del primo Ottocento. Ma il
loro pantesismo era sempre subordinato a Dio. Cioé: si beavano delle
meraviglie del Creato grazie al Creatore. Tutto sommato, questa è
più o meno la mia posizione.
Amore
Da dove viene il suo amore per la natura? In antitesi
ad una umanita' volgare e inquinante? Raffaello
Decisamente fu
così all'inizio, anni fa. Diceva Marsilio Ficino che viviamo su di
un bellissimo pianeta, mangiabile, bevibile e respirabile. Ora, come
dice lei, ci siamo assiduamente adoperati per renderlo immangiabile,
imbevibile e irrespirabile. Delle tante, tantissime manifestazioni
di piazza, mai che ve ne sia una il cui scopo è di piantare alberi.
Eppure, nelle città ormai si asfissia, letteralemnte. In Italia, come
dappertutto in Europa, andrebbero piantati milioni e milioni di alberi,
che respirano anidride carbonica e ci regalano ossigeno, conservano
l'aqua, rassodano il terreno, ecc. Invece...
Parlano?
Gli alberi parlano? Simone
Diciamo che comunicano,
sia grazie ai filamneti fungini, sia ricorrendo, secondo me e al mio
amico biologo Rupet Shldrake, a campi morfici.
Favola
Il suo libro e' una favola? giordano
Sì, e no. Sembra
una favola, ma è basato su formidfabili studi botanici e foreastali
in due continenti in collaborazione con i massimi scienziati al mondo.
Trovo che la sua forza stia in questo: di leggere e credere che sia
tutto inventato, per poi leggere il Compendio, in fondo, e rendersi
conto che l'albero che narra le proprie memorie esiste nella realtà,
e così via.
In guerra
Leggo sulla quarta di copertina del suo libro che vive a Miami. Che
clima si respira in queste ore negli Stati Uniti? Giuseppe
giuseppe.rossi@arpax.com
Miami, dico sempre a chi me lo chiede, non è tanto Stati Uniti. È,
piuttosto, la capitale... dell'America Latina. Oltre il 60% degli
abitanti parla spagnolo (che ho dovuto imparare - con gioia - per
sopravvivere), è d'aspetto tropicale (abbiamo alberi di mango in giardino),
qundi il clima non si può definire Americano. In America, comunque,
l'opinione della gente è divisa su questa guerra. Nessuno si è dimenticato,
per esempio, del Vietnam.
Esperienza
in base alla sua esperienza puo' associare delle caratteristiche
peculiari dell'essere umano a tipologie di alberi ? Giulia
Sì e no. La matrice,
alla Orginie, è unica. Ma le differenze sono sostanziali. Per esempio:
noi mangiamo 'cose', loro si cibano del sole. Però, condividiamo l'istinto
di sopravvivenza e anche, perché no, l'ambizione di egemonia.
Peregrinare
immagino che nella sua lunga ricerca abbia avuto modo
di vedere differenti tipologie di alberi, ne ricorda qualcuno in particolare
e cosa le hanno trasmesso? Albert
C'erano inzialemnte
tre candidati che si prestavano alla narrazione grazie alla loro longevità:
il tasso, che poi l'ha spuntata; l'ulivo; e il Ginko biloba. Ho studiato
virtualmente tutti gli alberi della zona temperata, a lungo e 'hands
on', come si dice qui. Nel secondo capitolo è proprio la madre tasso
a stilare una gerarchia della foresta ben precisa.
Un consiglio
Non ho ancora letto il suo libro, che ho visto però in
libreria...può darmi una ragione per acquistarlo? Giulia
floppy@tiscali.it
Vedere il mondo
da un altro punto di vista. Si figuri che quando l'ho presentato a
Georgetown University, a Washington, mi ha a sua volta presentato
uno scienziato del WWF. Il quale ha detto: 'L'ALBERO non è scritto
in prima persona, ma... in primo albero!' La nostra lingua è così
inevitabilmente antropocentrica da essere zeppa di espressioni per
così dire anatomiche di cui neanche ci accorgiamo: accollarsi una
responsabilità, col cuore in mano, ai miei piedi... Prima io stesso
stavo per scrivere: legga L'ALBERO per vedere il mondo da OCCHI diversi!
Campi
Cosa sono i campi morfici? Simone
La rimanderei,
per una spiegazione esauriente, al libro di Rupert Sheldrake. Il titolo
inglese è: 'A New Science of Life: The Hypothesis of Formative Causation'.
Credo che sia stato tradotto in italiano.
un grande scrittore
Lei ritiene di essere un grande scrittore? tommaso
Ai
lettori la risposta!
Relazione
Che relazione c'e' tra la natura e la guerra?
Stefano
Una relazione
quotidiana. Pensi ai predatori; pensi a diverse essenze vegetali che
vogliono conquistare lo spazio occupato dalle altre, e mandano radici
strangolanti; o ombreggiano gli alberi vicini fino a cuasarne la morte
per mancanza di fotosintesi. Per tacere, poi, della allelopatia...
letture
Quali sono
i romanzi contemporanei che legge e che ammira? elisabetta
Di contemporanei,
nessuno, temo. Perché? La narrativa, negli ultimi decenni, si è impoverita,
di sostanza e stile (con le dovute eccezioni, ovviamente); la saggistica,
al contrario, si è arricchita: è più leggibile e meno accademica.
Gli americani hanno insegnato ai giovani romanzieri: 'Write about
what you know', scrivi di ciò che conosci. Ora, raramente questi ragazzi
conoscono un granché, sia perché sono giovani, sia perché la cultura
media qui in America è molto bassa. Perciò, scrivono delle loro famiglie,
puntualmente 'disfunzionali'. Letto un romanzo, letti tutti. A questi
preferisco un saggio di astrofisica, o un trattato d'alchimia del
rinascimento.
Mangiare
Lei e' carnivoro? O vegetariano? Giordano
Sono stato vegetariano,
e macrobiotico; ora sono più o meno omnivoro, ma non mangio mai la
carne di mucca, non per motivi religiosi, ma semplicemente perché,
come animale, mi sta troppo simpatico. Adoro i formaggi, e potrei
benissimo fare a meno della carne, che, proprio come gusto, non mi
dice molto.
Futuro
Quali sono i Suoi programmi letterari futuri?
Marco
Continuare la
mia trilogia di memorie di inanimalia notevoli. Le memorie del fiume,
fra l'altro il nostro Rex fluviorum, il Po, sono già scritte. Mancano
le memorie del vulcano. C'è poi la mia altra produzione, quella con
personaggi umani, ma sempre sospinti verso la trascendenza.
Il prossimo
L'ALBERO è il suo primo libro? Ha in programma di scrriverne
altri? Di che argomento? Grazie Luisa
chicca@iol.it
No, L'ALBERO non è il primo. Ho risposto precedentemente circa i progetti
futuri. Le segnalerei, inoltre, il mio sito: www.guido-mina-di-sospiro.com.
Che paese l'America?!
Ho saputo che vive all'estero? Come mai ha deciso di
trasferirsi proprio in America? Lavoro, amore o altro? Mattia
Ho
frequentato la Scuola di Cinema all'University of Southern California,
di Los Angeles. È stato studio, lavoro, amore. In questo momento si
ha una certa visione dell'America (dimenticando, fra l'altro, il forte
dissenso interno che c'è circa la guerra corrente). Va ricordato che,
così come produce il veleno, l'America produce anche l'antidoto. I
moti studenteschi degli anni sessanta sono nati qua, non in Europa;
lo stesso movimento no global è nato qua.
Imparare dalla
natura
Trovo che la natura sia una meravigliosa fonte di ispirazione:
in essa tutto si crea e tutto si distrugge, ma la morte non è mai un
evento tragico: è semmai linfa per nuova vita. Così mi è successo di
riuscire a rielaborare la perdita dolorosa di una persona per me molto
cara, imparando dalle piante. La morte di mio fratello ha alimentato
la mia vita, ridandomi un'energia nuova, doppia, elevata al quadrato:
è come se continuassi a vivere per me e per lui. E' un dono avere la
capacità di imparare dal creato, riuscire a sentire il respiro del vento,
il calore del sole, la voce degli alberi, fermarsi per ascoltare nel
silenzio un unico inconfondibile messaggio d'amore. Non ho ancora letto
il suo libro; ma, ripensandoci... mi è venuta voglia di leggerlo. Complimenti
Myriam
Gentile Myriam,
sono toccato dal sua aprirsi, e mi spiace tanto, tantissimo per la
perdita di suo fratello. Le cose che dice, avvallo in toto. Sappia
che L'ALBERO è dedicato al mio più caro amico, Andrea, morto prematuramente
di cancro a 31 anni. Fra l'altro, il Taxol, agente anti-cancro estratto
dal tasso, si è da allora rivelato quale la terapia più efficace in
tanti casi. Speriamo che sia proprio così.
miami
perchè a Miami? francesca
Perchè
volevo un posto semi-selvaggio in cui non essere distratto da niente,
e potermi dedicare alle mie ricerche e poi alla scrittura. Ho un piccolo
studio con pareti insonorizzate porta doppia. Inoltre, volevamo fare
bambini (tre, tutti maschi) e dare loro un giardino e dell'aria respirabile.
Così, mia moglie e io ci trasferimmo da Los Angeles. Un decennio fa,
i prezzi immobiliari di Miami erano molto abbordabili.
Deserto
Il deserto e' la morte della natura? fiorenza
Senz'altro.
E alla desertificazione fisica del mondo corrisponde quella psichica
dell'uomo, e viceversa.
I popoli del deserto
Se il seserto e'
la morte della natura, i popoli che vivono vicino al deserto come possono
vivere e respirare la natura? Sono veramente vivi? Fiorenza
Dunque, va detto
che la nostra religione, provenendo da luoghi desertici, una volta
trapiantata in Europa, ha incontrato grandi problemi di adattamento,
perché in Europa vegetavano poderose foreste, nelle quali, infatti,
il paleocristiani vedevano il regno del male. I popoli desertici si
accontentano della poca natura che hanno, e, paradossalmente, l'apprezzano
di pù. 'Paradiso' è una parola persiana che significa 'giardino'.
Così come, in un'oasi, sono enormemente apprezzate le palme da dattero,
per i loro frutti e la loro ombra, nonché l'acqua.
traduzione
Che effetto le fa aver scritto il libro in inglese, e
poi aver collaborato alla traduzione italiana? firma
Un effetto stranissimo.
Non era solo una questione di precisione, ma anche di metrica. Dopo
tre mesi di lavoro, ritengo di aver partorito un secondo originale.
Italia
È stupito dal successo del suo libro in Italia? Roberta
Essendo
l'Italia il Paese del giardino all'italiana (vale a dire, la more
vivente per una pianta); il Paese in cui si potano alberi come se
i rami fossero salame; e, infine, il Paese delle città, delle tante
città, sì, sono piacevolmente sorpreso dal successo de L'ALBERO. Ma
spesso si vuole proprio ciò che non si ha.
Sito Web
Ho letto il suo trattato The Art of the Novel sull suo
sito web. Confesso di non avere capito tutto. Come è stato accolto questo
suo manifesto in America e Inghilterra? Anamaria
È
un manifesto piuttosto polemico. È stato accolto da molti che la pensano
come me, stupiti che ci fosse qualcuno che la pensa come loro. In
realtà, il lettore è un puro. Vuole qualità. Altrimenti, non leggerebbe
un libro, ma guarderebbe la TV. Gli eidtori, mi sembra, cominciano
a capirolo.
originalita
L'albero e' unico, grazie! Susanna
Grazie
a lei.
Sito web
Dov'e suo sito web? Sandra
www.guido-mina-di-sospiro.com
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