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Christopher Paolini - L'autore di Eragon ed Eldest risponde alle domande dei lettori

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Oliviero Beha - Italiani: crescete e prostituitevi. Perché l'Italia va a rotoli

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Beppe Severgnini - Viaggio nella testa degli italiani

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Gian Antonio Stella - Anni in rosa e anni neri. La verità umana oltre la cronaca

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Platinette - Gli uomini si preferiscono bionde?
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Vittorino Andreoli - La famiglia: inferno o paradiso?

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    Guido Mina di Sospiro - 20 marzo 2003
    L'ALBERO


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    L'albero
    Un albero si puo' paragonare a un uomo? Ha un cervello? Una coscienza?
    Carlo c.annoni@libero.it

    Un albero è molto diverso da noi esseri umani. Non ha organi centrali, qundi neanche il cervello. Ha senz'altro una coscienza, il che rappresenta un problema per buona parte degli scienziati--come può un organismo privo di cervello essere consapevole?

    E allora perché?
    Allora, se questo è vero, perchè ha deciso di antropomorfizzare un albero, nel suo libro? Il protagonista sembra averla, una coscienza..
    Carlo Karl@tin.it

    I pareri circa l'antropomorfizzazione del mio libro sono discordi. Ad esempio, il direttore della sezione botanica del Museo di Storia Naturale di Londra, un materialista vecchia scuola, mi ha confidato che ha trovato il libro molto "dendrocentrico". Vi sono alcune similarità con noi, ma mi sembra che nel romanzo io illustri soprattutto le differenze.

    grazie all'autore
    Ho trovato L'albero semplicemente splendido. Finalmente un autore che scrive cose interessanti senza fare ricorso a volgarità . un libro per tutte le età, per i ragazzi e per gli adulti. da quando ho letto il libro ho iniziato a guardare al mondo dell'inanimalia con più rispetto.Mi auguro che Guido Mina di Sospiro presto pubblichi altri libri. comunque grazie ancora all'autore per avermi regalato delle ore serene
    gianfranca gipani1@tin.it

    grazie a te per le care parole.

    la natura offesa
    Ma la guerra non offende la natura?
    Giorgio Valletta esola@tiscalinet.it

    Dunque, questa è una domanda delicatissima, viste fra l'altro le attuali contingenze. Credo che si debba risalire a Virgilio, e alle sue Bucoliche, da cui l'aggettivo bucolico, per l'appunto. Abbiamo questa visione della natura idillica che è falsata. In realtà, ad esempio all'interno della foresta, si manifestano quotidianamente esempi di simbiosi come di conflitto, fisico e/o chimico.

    Natura e sopravvivenza...
    Oggi sono pessimista, lo ammetto, anche se normalmente non lo sono. Per me è una giornata molto triste per parlare di come possiamo imparare la felicità dalla natura. E' scoppiata una guerra che nessuno vuole (tranne pochi "potenti" sulla terra) e l'unica cosa che mi rallegra è pensare che la natura possa rigenerarsi e porre rimedio alla stupidità umana... o almeno mi piace pensre che sia così. Forse le guerre estingueranno qualunque forma di vita sulla terra, ma almeno la natura continuerà a sopravvivere e ad adeguarsi ai cambiamenti. Lei cosa ne pensa?
    Mariangela (da Torino)

    I poteri rigenerativi della natura sono miracolosi. Ho esplorato una "second growth" forest nel Vermont, cioé una foresta di seconda crescita di soli 40 anni: ebbene, era impenetrabile, più di una giungla tropicale.


    Quale sarà il tema che svilupperà nel prossimo libro?
    Gianfranca gipani1@tin.it

    Intendo continuare a dar voce a esseri ritenuti, a torto, inanimati. Il prossimo volume saranno le memorie di un fiume.

    Sempre sulla guerra
    Cosa penserebbe il protagonista del suo libro proprio oggi?
    Luca nowar@libero.it

    La regina tasso non è esattamente una santa, nel mio libro. Inzialmente, sì, ma poi varie contingenze, quali l'invasione delle querce, la costringono a passare al contrattacco. E addirittura fa piazza pulita dei suoi nemici. In Irlanda, ove ho ambientato il romanzo, si può constatare quanto descrivo: il tasseto da una parte, il querceto sopravvissuto dall'altra parte del lago. Ma, alla fine, la regina non solo si pente di quanto ha fatto, ma scaglia un'invettiva contro le cosidette leggi naturali, che ci hanno consegnato un mondo piuttosto duro.


    Ispirazione
    Da dove ha tratto l'ispirazione per scrivere L'Albero?
    Federica fedvis21@yahoo.com

    Ho vagato per Inghilterra, Scozia Galles ed infine Irlanda per anni. Finalmente, ho trovato il tasso dell'abazia francescana di Muckross, a Killarney, nella contea di Kerry. L'ALBERO è perciò la storia di un albero che esiste nella realtà fisica e storica. È ancora vivo, ormai monumento nazionale.

    libro neo pagano?
    Un articolo su Avvenire ha ritenuto il suo libro permeato di neo-paganesimo. personalmente io lo trovo profondamente cristiano. Mi e piaciuto soprattutto il tema per cosi dire della "ressurrezione". Cosa risponde a chi non ha compreso il contenuto del suo libro?
    gianfranca gipani1@tin.it

    Che sono io stesso in conflitto. Il Cristianesimo vedeva nella natura il regno del male; la Bibbia, nella Genesi, ci ingiunge di sottomettere la terra. Però, d'altro canto, in San Francesco d'Assisi si individua il primo ecologo della storia.

    Religioso?
    E' in conflitto in quanto cattolico?
    Giorgio

    Come lo è l'Irlanda. IL Cristianesimo ha soppiantato la religione celtica, che era panteista e basata sulla natura. Il papa Gregorio Magno aveva esortato i missionari a incorporare le credenze locali con la nuova fede. Così San Patrizio incorporò i tassi, creando l'usanza di piantarli di fianco alla chiese, nei cimiteri, come simboli d'immortalità. Ma prima, la chiesa era il tasso stesso, non un edificio fatto da esseri umani, bensì una meraviglia del Creato.

    Fonti
    Quali sono state le sue fonti letterarie, che l'hanno ispirata a scrivere il suo romanzo?
    Jo jo@preciso.net

    Non solo. Esaurita la ricerca libresca, ho intrapreso lunghi viaggi di ricerca, veri e propri field trips, sia per trovare il tasso adatto, sia per conoscere grandi scienziati assieme ai quali andavamo in loco a studiare alberi e foreste--quasi sempre sotto la pioggia!


    desidererei conoscere la sua opinione circa il ruolo dell'intellettuale nel 2003. Quale messaggio deve portare ai propri lettori?
    Gianfranca gipani1@tin.it

    Temo l'inteletto. Secondo Idries Shah, grande letterato Sufi, il nostro aguzzino e peggior nemico. Mi piace di più la parola mente, ma il termine mentalista non esiste. Insomma, la pura ragione intelettuale va guidata dal cuore.


    Fonti
    Forse non mi sono spiegata..intendevo, con fonti letterarie, i suoi modelli...C'è un autore, un periodo, un'opera a cui avrebbe voluto rifarsi? Grazie ancora
    Jo

    Il De Rerum Natura di Lucrezio, e altri testi che cito nel Compendio. C'è anche da dire che è stato osservato dai critici che io ho, de facto, inaugurato un nuovo genere letterario, cioé memorie di inanimalia notevoli. Nessuno aveva mai scritto le memorie di un albero, né tantomeno di un fiume. Perciò, non poteva esservi un modello diretto. Non mi sono svegliato una bella mattina dicendo: Oggi invento un nuovo genere letterario. Mi sono accorto a mie spese di avere fatto qualcosa al di fuori degli schemi quando, inzialmente, gli editori americani e inglesi non coglievano il significato di quanto avevo scritto. Sono stati i critici e i lettori a smentire questa iniziale perplessità.


    i soliti noiosamente noti
    Può essere....però cerchi di comprendermi, siamo stanchi di vedere i"soliti noiosamente noti" che con saccenza dissertano su tutto.
    Gianfranca gipani1òtin.it

    Chissà che prima o poi non si veda anche me. Certo che non vorrei fare la fine del "tuttologo". Mi piace parlare di quanto conosco. Mi piace anche molto ascoltare.


    Tolkien
    I suoi libri fanno riferimento alla letteratura fantastica, stile genere Tolkien?
    Gianni glover@hotmail.com

    Bellissima domanda. Un lettore potrebbe leggere L'ALBERO e pensare che sia una fantasia. E invece tutto ciò che riguarda la natura (botanica, scienza forestale, ornitologia, entomologia, ecc.) è accurato. Così come lo sono i principali avvenimenti storici descritti, nonché genuine le leggende del posto (passai mesi a registrarle intervistando ottuagenari irlandesi che si scolavano pinta dopo pinta di Guinness). È in questo, credo, che sta la forza del libro: sembrare favola, eppure parlare della nostra Terra, non della terra di mezzo.

    perché?
    A cosa serve scrivere fiction in un mondo in guerra?
    thomas

    L'ALBERO è una metafora. L'intero settimo capitolo s'intitola Guerra ed è dedicato ad essa. Avviene anche nel mondo della natura, eccome.

    Panteista?
    Si potrebbe definire panteista? O, se posso chiederlo, qual è la sua religione? A che culto si ispira?
    Cecilia cecil@iol.it

    Sì, sono decisamente panteista. Vedo Dio in tutto, precisamente. Ho lavorato troppo con piante e fiumi per non coglierne le bellezze che a prima vista sfuggono all'occhio non addestrato. Qui davanti alla mia finestra, in Florida, cresce una palma, una Bismarkia nobilis nativa del Madagascxar, che io stesso piatai piccina piccina qualche anno fa. Porprio ieri, ha iniziato la sua prima fioritura. L'ho trovato commovente. Il pantesismo non è necessariamente anti-cristiano. Lo erano, ad esempio, i romantici tedeschi del primo Ottocento. Ma il loro pantesismo era sempre subordinato a Dio. Cioé: si beavano delle meraviglie del Creato grazie al Creatore. Tutto sommato, questa è più o meno la mia posizione.

    Amore
    Da dove viene il suo amore per la natura? In antitesi ad una umanita' volgare e inquinante?
    Raffaello

    Decisamente fu così all'inizio, anni fa. Diceva Marsilio Ficino che viviamo su di un bellissimo pianeta, mangiabile, bevibile e respirabile. Ora, come dice lei, ci siamo assiduamente adoperati per renderlo immangiabile, imbevibile e irrespirabile. Delle tante, tantissime manifestazioni di piazza, mai che ve ne sia una il cui scopo è di piantare alberi. Eppure, nelle città ormai si asfissia, letteralemnte. In Italia, come dappertutto in Europa, andrebbero piantati milioni e milioni di alberi, che respirano anidride carbonica e ci regalano ossigeno, conservano l'aqua, rassodano il terreno, ecc. Invece...


    Parlano?
    Gli alberi parlano?
    Simone

    Diciamo che comunicano, sia grazie ai filamneti fungini, sia ricorrendo, secondo me e al mio amico biologo Rupet Shldrake, a campi morfici.


    Favola
    Il suo libro e' una favola?
    giordano

    Sì, e no. Sembra una favola, ma è basato su formidfabili studi botanici e foreastali in due continenti in collaborazione con i massimi scienziati al mondo. Trovo che la sua forza stia in questo: di leggere e credere che sia tutto inventato, per poi leggere il Compendio, in fondo, e rendersi conto che l'albero che narra le proprie memorie esiste nella realtà, e così via.

    In guerra
    Leggo sulla quarta di copertina del suo libro che vive a Miami. Che clima si respira in queste ore negli Stati Uniti?

    Giuseppe giuseppe.rossi@arpax.com

    Miami, dico sempre a chi me lo chiede, non è tanto Stati Uniti. È, piuttosto, la capitale... dell'America Latina. Oltre il 60% degli abitanti parla spagnolo (che ho dovuto imparare - con gioia - per sopravvivere), è d'aspetto tropicale (abbiamo alberi di mango in giardino), qundi il clima non si può definire Americano. In America, comunque, l'opinione della gente è divisa su questa guerra. Nessuno si è dimenticato, per esempio, del Vietnam.

    Esperienza
    in base alla sua esperienza puo' associare delle caratteristiche peculiari dell'essere umano a tipologie di alberi ?
    Giulia

    Sì e no. La matrice, alla Orginie, è unica. Ma le differenze sono sostanziali. Per esempio: noi mangiamo 'cose', loro si cibano del sole. Però, condividiamo l'istinto di sopravvivenza e anche, perché no, l'ambizione di egemonia.


    Peregrinare
    immagino che nella sua lunga ricerca abbia avuto modo di vedere differenti tipologie di alberi, ne ricorda qualcuno in particolare e cosa le hanno trasmesso?
    Albert

    C'erano inzialemnte tre candidati che si prestavano alla narrazione grazie alla loro longevità: il tasso, che poi l'ha spuntata; l'ulivo; e il Ginko biloba. Ho studiato virtualmente tutti gli alberi della zona temperata, a lungo e 'hands on', come si dice qui. Nel secondo capitolo è proprio la madre tasso a stilare una gerarchia della foresta ben precisa.


    Un consiglio
    Non ho ancora letto il suo libro, che ho visto però in libreria...può darmi una ragione per acquistarlo?
    Giulia floppy@tiscali.it

    Vedere il mondo da un altro punto di vista. Si figuri che quando l'ho presentato a Georgetown University, a Washington, mi ha a sua volta presentato uno scienziato del WWF. Il quale ha detto: 'L'ALBERO non è scritto in prima persona, ma... in primo albero!' La nostra lingua è così inevitabilmente antropocentrica da essere zeppa di espressioni per così dire anatomiche di cui neanche ci accorgiamo: accollarsi una responsabilità, col cuore in mano, ai miei piedi... Prima io stesso stavo per scrivere: legga L'ALBERO per vedere il mondo da OCCHI diversi!


    Campi
    Cosa sono i campi morfici?
    Simone

    La rimanderei, per una spiegazione esauriente, al libro di Rupert Sheldrake. Il titolo inglese è: 'A New Science of Life: The Hypothesis of Formative Causation'. Credo che sia stato tradotto in italiano.

    un grande scrittore
    Lei ritiene di essere un grande scrittore?
    tommaso

    Ai lettori la risposta!


    Relazione
    Che relazione c'e' tra la natura e la guerra?
    Stefano

    Una relazione quotidiana. Pensi ai predatori; pensi a diverse essenze vegetali che vogliono conquistare lo spazio occupato dalle altre, e mandano radici strangolanti; o ombreggiano gli alberi vicini fino a cuasarne la morte per mancanza di fotosintesi. Per tacere, poi, della allelopatia...

    letture
    Quali sono i romanzi contemporanei che legge e che ammira?
    elisabetta

    Di contemporanei, nessuno, temo. Perché? La narrativa, negli ultimi decenni, si è impoverita, di sostanza e stile (con le dovute eccezioni, ovviamente); la saggistica, al contrario, si è arricchita: è più leggibile e meno accademica. Gli americani hanno insegnato ai giovani romanzieri: 'Write about what you know', scrivi di ciò che conosci. Ora, raramente questi ragazzi conoscono un granché, sia perché sono giovani, sia perché la cultura media qui in America è molto bassa. Perciò, scrivono delle loro famiglie, puntualmente 'disfunzionali'. Letto un romanzo, letti tutti. A questi preferisco un saggio di astrofisica, o un trattato d'alchimia del rinascimento.

    Mangiare
    Lei e' carnivoro? O vegetariano?
    Giordano

    Sono stato vegetariano, e macrobiotico; ora sono più o meno omnivoro, ma non mangio mai la carne di mucca, non per motivi religiosi, ma semplicemente perché, come animale, mi sta troppo simpatico. Adoro i formaggi, e potrei benissimo fare a meno della carne, che, proprio come gusto, non mi dice molto.

    Futuro
    Quali sono i Suoi programmi letterari futuri?
    Marco

    Continuare la mia trilogia di memorie di inanimalia notevoli. Le memorie del fiume, fra l'altro il nostro Rex fluviorum, il Po, sono già scritte. Mancano le memorie del vulcano. C'è poi la mia altra produzione, quella con personaggi umani, ma sempre sospinti verso la trascendenza.  


    Il prossimo
    L'ALBERO è il suo primo libro? Ha in programma di scrriverne altri? Di che argomento? Grazie
    Luisa chicca@iol.it

    No, L'ALBERO non è il primo. Ho risposto precedentemente circa i progetti futuri. Le segnalerei, inoltre, il mio sito: www.guido-mina-di-sospiro.com.

    Che paese l'America?!
    Ho saputo che vive all'estero? Come mai ha deciso di trasferirsi proprio in America? Lavoro, amore o altro?
    Mattia

    Ho frequentato la Scuola di Cinema all'University of Southern California, di Los Angeles. È stato studio, lavoro, amore. In questo momento si ha una certa visione dell'America (dimenticando, fra l'altro, il forte dissenso interno che c'è circa la guerra corrente). Va ricordato che, così come produce il veleno, l'America produce anche l'antidoto. I moti studenteschi degli anni sessanta sono nati qua, non in Europa; lo stesso movimento no global è nato qua.

    Imparare dalla natura
    Trovo che la natura sia una meravigliosa fonte di ispirazione: in essa tutto si crea e tutto si distrugge, ma la morte non è mai un evento tragico: è semmai linfa per nuova vita. Così mi è successo di riuscire a rielaborare la perdita dolorosa di una persona per me molto cara, imparando dalle piante. La morte di mio fratello ha alimentato la mia vita, ridandomi un'energia nuova, doppia, elevata al quadrato: è come se continuassi a vivere per me e per lui. E' un dono avere la capacità di imparare dal creato, riuscire a sentire il respiro del vento, il calore del sole, la voce degli alberi, fermarsi per ascoltare nel silenzio un unico inconfondibile messaggio d'amore. Non ho ancora letto il suo libro; ma, ripensandoci... mi è venuta voglia di leggerlo. Complimenti
    Myriam

    Gentile Myriam, sono toccato dal sua aprirsi, e mi spiace tanto, tantissimo per la perdita di suo fratello. Le cose che dice, avvallo in toto. Sappia che L'ALBERO è dedicato al mio più caro amico, Andrea, morto prematuramente di cancro a 31 anni. Fra l'altro, il Taxol, agente anti-cancro estratto dal tasso, si è da allora rivelato quale la terapia più efficace in tanti casi. Speriamo che sia proprio così.

    miami
    perchè a Miami?
    francesca

    Perchè volevo un posto semi-selvaggio in cui non essere distratto da niente, e potermi dedicare alle mie ricerche e poi alla scrittura. Ho un piccolo studio con pareti insonorizzate porta doppia. Inoltre, volevamo fare bambini (tre, tutti maschi) e dare loro un giardino e dell'aria respirabile. Così, mia moglie e io ci trasferimmo da Los Angeles. Un decennio fa, i prezzi immobiliari di Miami erano molto abbordabili.

    Deserto
    Il deserto e' la morte della natura?
    fiorenza

    Senz'altro. E alla desertificazione fisica del mondo corrisponde quella psichica dell'uomo, e viceversa.

    I popoli del deserto
    Se il seserto e' la morte della natura, i popoli che vivono vicino al deserto come possono vivere e respirare la natura? Sono veramente vivi?
    Fiorenza

    Dunque, va detto che la nostra religione, provenendo da luoghi desertici, una volta trapiantata in Europa, ha incontrato grandi problemi di adattamento, perché in Europa vegetavano poderose foreste, nelle quali, infatti, il paleocristiani vedevano il regno del male. I popoli desertici si accontentano della poca natura che hanno, e, paradossalmente, l'apprezzano di pù. 'Paradiso' è una parola persiana che significa 'giardino'. Così come, in un'oasi, sono enormemente apprezzate le palme da dattero, per i loro frutti e la loro ombra, nonché l'acqua.

    traduzione
    Che effetto le fa aver scritto il libro in inglese, e poi aver collaborato alla traduzione italiana?
    firma

    Un effetto stranissimo. Non era solo una questione di precisione, ma anche di metrica. Dopo tre mesi di lavoro, ritengo di aver partorito un secondo originale.


    Italia
    È stupito dal successo del suo libro in Italia?
    Roberta

    Essendo l'Italia il Paese del giardino all'italiana (vale a dire, la more vivente per una pianta); il Paese in cui si potano alberi come se i rami fossero salame; e, infine, il Paese delle città, delle tante città, sì, sono piacevolmente sorpreso dal successo de L'ALBERO. Ma spesso si vuole proprio ciò che non si ha.

    Sito Web
    Ho letto il suo trattato The Art of the Novel sull suo sito web. Confesso di non avere capito tutto. Come è stato accolto questo suo manifesto in America e Inghilterra?
    Anamaria

    È un manifesto piuttosto polemico. È stato accolto da molti che la pensano come me, stupiti che ci fosse qualcuno che la pensa come loro. In realtà, il lettore è un puro. Vuole qualità. Altrimenti, non leggerebbe un libro, ma guarderebbe la TV. Gli eidtori, mi sembra, cominciano a capirolo.


    originalita
    L'albero e' unico, grazie!
    Susanna

    Grazie a lei.


    Sito web
    Dov'e suo sito web?
    Sandra

    www.guido-mina-di-sospiro.com