Lacreme napulitane

Traduzione
Mia cara madre/ sta per arrivare Natale,/ e stare lontano mi risulta più amaro./ Come vorrei accendere due o tre candeline/ come vorrei sentire uno zampognaro!
Alle mie bambine fate il presepio/ e a tavolo mettete il mio piatto/ la sera della vigilia fate/ come se in mezzo a voi ci fossi pure io�
Quante lacrime costa quest'America/ a noi napoletani!/ Per noi che rimpiangiamo il cielo di Napoli/ com'è amaro questo pane!
Mia cara madre/ cosa sono, cosa sono i soldi/ Per chi rimpiange la Patria non sono niente!/ Ora ho qualche dollaro, e mi sembra/ che non sono mai stato così pezzente!
Sogno tutte le notti la mia casa/ e sento la voce delle mie creature/ Ma voi vi sogno come una "Maria"/ con le spade in petto, innanzi a un figlio in croce!
Quante lacrime �
Mi avete scritto/ che Assuntina chiama/ chi l'ha lasciata e sta ancora lontana�/ Che vi debbo dire? Se le figlie vogliono la mamma,/fatela tornare quella "signora".
Io non torno�me ne resto lontano/ e resto a lavorare per tutte quante./Io che ho perso patri, casa e onore,/ sono carne da macello:sono emigrante!
Quante lacrime�



E' una classica "sceneggiata" napoletana di Buongiovanni - Bovio, una storia con tutti gli ingredienti strappalacrime: una donna infedele, un emigrante che ha lasciato a casa le figlie, la patria e l'immancabile mamma, il tutto ambientato in un momento dell'anno in cui il dolore per la lontananza dalla famiglia si fa più forte: le feste di Natale.
La condizione dell'emigrazione fa qui da sfondo ad un dramma personale che il teatro popolare napoletano ha sviluppato in tutte le sue varianti. Ciononostante è una testimonianza di come anche questo tipo di canzone ha saputo cogliere alcuni elementi distintivi della "poetica" dell'emigrante: siamo carne da macello, rimpiangiamo la nostra terra, questo pane � amaro, i soldi non danno la felicit�.