Marcinelle
Questo canto, composto sull'aria di "Sul ponte di Perati", arriva dal Belgio e racconta la tragedia della miniera di Marcinelle. 8 agosto 1956.
Marcinelle, sobborgo operaio di Charleroi. Miniera di carbone Bois de Cazier. Pozzo Saint Charles, ore 8 del mattino, o poco più. Nella corsa di risalita alla superficie la gabbia, cui è stato malamente agganciato un carrello pieno di materiale di scavo, sbattendo contro le pareti del pozzo sradica una putrella, trancia i fili della corrente elettrica e la condotta dell'olio. E' l'inizio dell'inferno. Le scintille innescano il fuoco che si propaga velocemente dal luogo dell'incidente alle impalcature di legno delle gallerie, involontariamente alimentato dai ventilatori che immettono aria nel pozzo e ne aspirano il gas. I minatori di turno quella mattina sono bloccati nelle gallerie senza possibilità di scampo.
Solamente il 12 agosto sarà possibile raggiungere il livello dove si era consumata la tragedia. I soccorritori belgi, cui si sono aggiunti tedeschi e francesi, trovano una situazione peggiore di quanto potessero immaginare. Nelle gallerie non ci sono che cadaveri (quando è possibile riconoscerli come tali): corpi folgorati dal fuoco ancora nella posizione di lavoro, altri asfissiati dal grisou e dal fumo. Secondo la lista della miniera i morti sono 263. Iminatori italiani che non sono tornati vivi da quel tragico pozzo sono 136, di cui ben 40 provenienti da Manopello, paese abruzzese in provincia di Chieti.