Con la lettera del prete
(I. Della Mea)


Con la lettera del prete
l'è vegnùu chì a Milan
l'è vegùu per laurà
per fà su quatter danèe

Gira gira e on alter pret
g'ha truàa on bel laur
l'è andàa a fà el murador
per fà su quatter danèe

Dai lavora sei un terrone
dai lavora che tu sei forte
dai a Dio qualche soldo
per comprarti il tuo aldilà.

Il padrone gli disse
"Per accordo con il prete
ti trattengo un tanto al mese
per la chiesa e la carità".

L'è andàa innanz a streng i dent
per tri ann e quatter mes
l'ha fàa su on bel poo de ges
col lavoro e la carità.

Dai lavora sei un terrone…

L'è cascàa l'alter dìl'è borlàa dal campanil
l'è restàa lì inciodàa
cont i gamb paralisàa

Con la lettera del prete
l'è tornàa al sò paés
l'è andàa via da Milan
l'è andàa a vivv de carità

Non lavori sei un terrone
con le gambe rotte e morte
con i soldi dati a Dio
hai comprato il tuo aldilà.

Quando suona la santa messa
giù al paese o il mattutino
lui è lì su di un gradino
a cercar la sua carità

Emigrazione
(A. D'Amico)

Quel giorno che so' andato a settentrione
l'hai maledetto tanto, moglie mia
peggio però la disoccupazione
che dalla nostra terra non va via.

La Svizzera ci accoglie a braccia chiuse
ci mette un pane duro dentro in bocca
tre anni l'ho inghiottito 'sto paese
tre anni carcerato alle baracche

Alla periferia in mezzo ai fossi
siamo quaranta uomini e una radio
se vado al centro a fare quattro passi
le strade sono piene, piene d'odio

Lo sfruttamento è calcolato bene
ci carica fatica ogni minuto
è un orologio di gran precisione
la Svizzera cammina col nostro fiato

Sono tornato a maggio per il voto
falce e martello ho messo alle elezioni
noi comunisti abbiamo guadagnato
ma ha vinto a ruffiana dei padroni.

Padroni sulla terra ci volete
per fare fame e fatiche tante
ma verrà i giorno che la pagherete
e che non partirà più un emigrante


Noi
(G. Bertelli - I. M. Zoppi)


Noi che sui moli per cent'anni
di voci sparse e silenzi nelle attese
di pianti, che tutto si può piangere
speranze aperte e vite amare spese

Noi che nella scia di cento navi
di giorni lunghi, tracce sparse al sole
abbiamo appeso al colmo di ogni prua
stracci di sorrisi e di parole

Speranze appese e stracci di sorrisi
vite amare spese di parole
passi stesi intorno alla stazione
per figli dottori e case nuove.

Noi che abbiamo venduto i nostri figli
comprato sogni spenti all'imbrunire
e abbiamo accolto uomini già vinti
tornati alla terra per morire

Noi da sguardi freddi e pane duro
cresciuti di violenze senza nome
di cose amare e armati di paure
di passi stesi intorno alla stazione

Speranze appese, stracci di sorrisi
vite amare spese di parole
passi stesi intorno alla stazione
per figli dottori e case nuove.

Noi che con le mani o nelle strade
soldi avvelenati e salvatori
odiato prezzo dato e mal pagato
per case nuove e figli dottori

Ora dalle tavole imbandite
con la memoria corta, addormentata
abbiamo fretta di ricominciare
dall'altra parte della barricata.

Voglio cantare canti in nuove lingue
e ascoltare suoni mai suonati
voglio toccare gesti in nuovi giochi
perdermi con ritmi mai danzati

Voglio sentir pregare in cento lingue
cento dei diversi eppure uguali
voglio veder giocare cento giochi
da uomini diversi eppure uguali.

Cento dei diversi eppure uguali
uomini diversi eppure uguali

Partono gli emigranti
(A. Bandelli)


Non piangere oi bella se devo partire
se devo restare lontano da te,
non piangere oi bella, non piangere mai
che presto, vedrai, ritorno da te.
Addio alla mia terra, addio alla mia casa
addio a tutto quello che lascio quaggiù;
o tornerò presto, o non tornerò mai,
soltanto il ricordo io porto con me.

Partono gli emigranti, partono per l'Europa
sotto lo sguardo della polizia;
Partono gli emigranti, partono per l'Europa
i deportati della borghesia.

Non piangere oi bella, non so quanto tempo
io devo restare a sudare quaggiù;
le notti son lunghe, non passano mai
e non posso mai averti per me.
Soltanto fatica, violenza e razzismo,
ma questa miseria più forza ci dà;
e cresce la rabbia, e cresce la voglia
la voglia di avere il mondo per me.

Partono gli emigranti, partono per l'Europa
sotto lo sguardo della polizia;
Partono gli emigranti, partono per l'Europa
i deportati della borghesia